‘Poveri noi’: le 5 grandi emergenze che spaventano gli italiani e le ricette del terzo settore per affrontarle

La fotografia scattata da INC Non Profit Lab, il laboratorio dedicato al Terzo Settore dell’Istituto Nazionale per la Comunicazione, attraverso la ricerca realizzata con il patrocinio di RAI per la Sostenibilità-ESG
16 Ottobre 2022 |
A cura della redazione

Dopo tre anni di inedite crisi globali, cosa ci spaventa di più? La risposta di italiani e operatori del Non Profit è univoca: Se la povertà è l’emergenza più sentita sia dall’opinione pubblica che da chi opera nel Terzo Settore, altre quattro grandi paure emergono poi con chiarezza: l’insicurezza alimentare, il rischio del collasso del sistema sanitario italiano, gli arretramenti nella lotta al cambiamento climatico e il diffondersi del disagio psicologico, seguito alla pandemia e alle sue conseguenze sul tessuto economico e sociale.
La ricerca è stata presentata presso la sede RAI di Viale Mazzini, alla presenza del Presidente di INC, Pasquale De Palma, del Vicepresidente Paolo Mattei, del Direttore di RAI per la Sostenibilità – ESG, Roberto Natale. Nell’incontro la voce del Terzo Settore è stata affidata a Rossano Bartoli, Presidente Lega del Filo d’Oro; Ileana Bello, Direttrice Amnesty International Italia; Alessandro Betti, Direttore Raccolta Fondi Fondazione Telethon; Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino; Paolo Ferrara, Direttore Generale Terre des Hommes Italia; Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo Greenpeace Italia.
Già i dati Eurostat avevano indicato che, ad agosto di quest’anno, le persone a rischio povertà erano circa 12 milioni, con 1 minorenne su 4 che vive in famiglie dove la povertà è una realtà quotidiana. Il Rapporto Coop 2022 parla di 18 milioni di persone in difficoltà ad accedere a beni e servizi di primaria necessità: 6 milioni in più rispetto a un anno fa. 1 italiano su 3 (32%) entro la fine dell’anno non riuscirà più a pagare gas e luce.
Dopo aver fotografato le percezioni legate a questo scenario, tra vecchi e nuovi bisogni, la ricerca del Non profit Lab di INC mostra, specularmente, le reazioni del Terzo Settore, che ha risposto proattivamente e tempestivamente, organizzando nuove campagne di comunicazione e raccolta fondi (55%) e nuovi progetti (45%) in risposta ai bisogni scaturiti o aggravati dall’emergenza continua degli ultimi 3 anni.
Le donazioni per cause legate alle emergenze sono aumentate (52%) ma a fronte di un calo di donazioni (19,7%) per tutto ciò che è slegato dall’attualità, favorendo realtà istituzionali, come Ospedali, Protezione civile, Istituzioni religiose, ma mettendo in crescente difficolta molte Organizzazioni Non Profit che hanno visto calare – secondo l’ISTAT – il popolo dei donatori dal 14,3% del 2020 al 12% del 2021, toccando il minimo storico di appena 6 milioni d’italiani. Il 60,6% delle associazioni in questi ultimi 3 anni ha fatto richiesta per ottenere una campagna di raccolta fondi televisiva tramite numerazione solidale, la metà (18,3%, su un totale del 39,6%) sta seriamente valutando di tornare a chiedere questa opportunità. La tendenza delle ONP a fare promozione on line, accelerata negli ultimi anni dall’impossibilità di organizzare appuntamenti ed eventi fisici, si conferma e vede nella top 3 degli strumenti più utilizzati i Social ADS (91,5%), DEM (75%) e Google ADS (68%). Gli addetti ai lavori sono però anche proiettati verso il dialogo con nuovi target: social come TikTok o l’Addressable TV sono stati indicati come i canali innovativi attualmente in fase di sperimentazione.
Nei prossimi 2 o 3 anni tale scenario persisterà e, secondo il 45% di chi opera nel Terzo Settore, i problemi saranno gli stessi evidenziati oggi. A fronte di ciò, un 38% vede delinearsi una società fortemente impegnata a risolvere queste emergenze e una quota del 23,9% si arrende alla visione più pessimistica di una società sempre più ripiegata su sé stessa. Quasi la metà (48%) ritiene che il Terzo Settore saprà rispondere alle esigenze degli italiani anche laddove le istituzioni non riusciranno ad arrivare ed avrà un ruolo fondamentale e socialmente riconosciuto per uscire dalla crisi (39,4%). Chi opera nelle ONP pensa poi che, per rispondere adeguatamente ai bisogni, sarà sempre più necessario e importante fare squadra con le istituzioni (22,5%) e sarà indispensabile organizzarsi con realtà di secondo livello per fare lobbying (24%) e aumentare la propria rilevanza ed efficacia.
Sulla raccolta fondi, due visioni a confronto: per il 35,2% delle associazioni caleranno, per il 23,9% cresceranno.


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