Il mix perfetto per una società più resiliente? Trasparenza, tecnologia e fiducia

Secondo Everbridge sono questi i tre fattori chiave per preparare la società ad affrontare gli eventi critici imprevedibili nel miglior modo possibile
7 Marzo 2024 |
A cura della redazione

In uno scenario socio-economico-tecnologico così dinamico e articolato come quello attuale, è fondamentale che persone e aziende abbiano accesso a informazioni accurate e agli strumenti necessari per poter reagire in modo efficace ed efficiente a situazioni critiche imprevedibili. Rafforzandosi a vicenda, elementi come la trasparenza, la tecnologia e la fiducia possono preparare la società ad affrontare con prontezza gli eventi critici, aumentando le capacità di rispondere e adattarsi rapidamente anche agli shock più inattesi. Innovazione Pa ne ha parlato con Lorenzo Marchetti, Head of Global Public Affairs di Everbridge.

Lorenzo Marchetti, Head of Global Public Affairs di Everbridge

Come la tecnologia aiuta a creare trasparenza?

Trasparenza significa divulgazione pubblica, completa e affidabile di informazioni rilevanti da parte di governi e imprese, così che cittadini e investitori possano prendere decisioni consapevoli e attribuire le giuste responsabilità a persone e organizzazioni.

Nella sua classifica del 2023, Transparency International, associazione internazionale impegnata nella lotta alla corruzione, ha evidenziato che solo 28 dei 180 paesi valutati hanno visto un miglioramento dei propri livelli di corruzione negli ultimi dodici anni, mentre 34 paesi sono peggiorati in modo significativo, come si vede dai grafici sotto riportati. Su una scala da zero a 100, l’Europa Occidentale e l’Unione Europea hanno ottenuto il punteggio regionale di trasparenza più alto (65), malgrado un calo di un punto rispetto all’anno precedente. Ciononostante, resta valido il dato del Global Corruction Barometer del 2021 – sempre di Transparency International -, secondo cui il 62% degli intervistati dell’Unione Europea ha indicato la trasparenza come un problema nel proprio paese, con tre persone su dieci che hanno sperimentato direttamente episodi di corruzione sotto forma di pagamenti di tangenti o utilizzo di conoscenze personali per accedere a servizi pubblici, specialmente in campo sanitario.

Per rispondere a questi livelli stagnanti di corruzione, la soluzione è la trasparenza. Tuttavia, rendere i dati accessibili e collegare fonti separate tra loro resta ancora oggi una gran bella sfida. Non sempre, infatti, i dati sono immediatamente disponibili e spesso è difficile avere visibilità su quali informazioni relative ai cittadini siano conservate e utilizzate dalle pubbliche amministrazioni. Inoltre, avere accesso ai dati non è sufficiente, per questo la tecnologia può aiutare a colmare i vuoti, consentendo alle istituzioni una più efficace comunicazione delle informazioni ai cittadini.

Pertanto, di fronte a un incidente, sia nella fase di risposta immediata sia nella successiva fase di ripresa, trasparenza e tecnologia devono andare di pari passo. Per compiere scelte consapevoli durante una crisi, infatti, i cittadini e le aziende devono poter disporre di informazioni precise e aggiornate. Se da un lato la tecnologia può raccogliere, analizzare e diffondere queste informazioni, dall’altro lato la trasparenza garantisce che esse siano rese prontamente fruibili e accessibili. Così, ad esempio, i sistemi di notifica di massa che impiegano la tecnologia per diramare le informazioni possono risultare efficaci soltanto se sono trasparenti.

In questo processo è importante la fiducia… come fare ad aumentare quella nei confronti di organizzazioni e istituzioni?

La fiducia è la componente più importante dell’equazione: se viene a mancare non può esserci un’accettazione della tecnologia. Eppure la fiducia nei confronti dei governi è in calo in tutto il mondo. Una ricerca condotta in Europa ha evidenziato che tra il 2020 e il 2022 la fiducia nelle istituzioni nazionali è diminuita del 13,4%, mentre quella nei confronti dei governi nazionali è scesa del 24,5%. Un altro dato significativo arriva dalla Trust in Government Survey dell’OCSE che ha evidenziato una divisione equa tra coloro che hanno fiducia nel proprio governo e coloro che non ne hanno affatto. In entrambe le ricerche, sono stati i gruppi più svantaggiati (e specialmente le persone con difficoltà economiche) a riferire una minore fiducia nel proprio governo nazionale. In particolare, stando all’indagine dell’OCSE, i più bassi livelli di fiducia nel governo si registrano soprattutto tra i giovani.

L’OCSE ha dunque identificato alcuni modi in cui i governi possono affrontare la mancanza di fiducia, la disinformazione e la cattiva informazione, a cominciare dal garantire ai cittadini informazioni vere e accurate. Anche nella gestione delle crisi, la comunicazione è uno strumento fondamentale, motivo per cui i governi devono affidarsi sempre più alle nuove tecnologie per diffondere messaggi con una certa tempestività.

Per influenzare il comportamento delle persone, le organizzazioni devono utilizzare correttamente le comunicazioni strategiche e costruire relazioni di qualità con gli individui. Se si fidano delle informazioni ricevute e credono che le organizzazioni si adoperino nel loro interesse, allora le persone agiranno, con maggior probabilità, in senso protettivo nei confronti di se stesse e della propria comunità.

Trasparenza, tecnologia e fiducia sono un circolo virtuoso, ma ci sono ancora dei punti critici?

Esiste ancora un vuoto da colmare tra la disponibilità delle informazioni e la fiducia riposta nelle informazioni stesse, anche dovuto al fatto che i meccanismi su cui si basa la tecnologia non sempre sono chiari agli occhi degli utenti. Ciò si sta trasformando in un problema critico, poiché tecnologie come l’intelligenza artificiale stanno diventando sempre più abili in processi che nemmeno i professionisti qualificati talvolta sanno spiegare o comprendere pienamente. Tuttavia, la fiducia nella tecnologia esige trasparenza sul modo in cui essa opera.

Cinque modi in cui i governi possono affrontare la mancanza di fiducia (Fonte OCSE)

Se durante una crisi non esiste una fonte di notizie centrale e autorevole, i cittadini devono decidere rapidamente a quali informazioni credere. Quando la distribuzione dell’informazione è diffusa, i processi di comunicazione rallentano e aumenta sensibilmente il rischio che i cittadini non ricevano in tempo informazioni di vitale importanza.

Alimentare la trasparenza, garantire accesso a informazioni accurate, utilizzare efficacemente la tecnologia per migliorare comunicazione e coordinamento, nonché costruire la fiducia attraverso azioni responsabili sono, dunque, azioni fondamentali per creare quel circolo virtuoso che rende la società sempre più resistente agli urti e, perciò, più resiliente in quanto realmente pronta ad affrontare le sfide del futuro.

www.everbridge.com


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